Gruppo Roncelli Costruzioni
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Da più di quarant'anni leader nel settore dell'edilizia

   

Rassegna Stampa

Rassegna Stampa Gruppo Roncelli, dicono di noi ...
BERGAMO COLOGNOLA
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<< Case nel verde a Colognola >>
"L’eco di Bergamo del 01/04/2009"

Via Rampinelli, lotto da 40 mila metri quadri. Parco da 20 mila.
Gli spazi verdi protagonisti del progetto di lottizzazione dell’area agricola a fianco di via Rampinelli, a Colognola. E non solo perché sui 39.541 metri quadrati di superficie interessata dal progetto quasi 19 mila sono destinati a parco pubblico, ma perché “tutto il lavoro è stato concepito – spiegano gli architetti Roberta Carzaniga, Vittorio Maggioni e Luigino Pirola, progettisti dell’intervento a Colognola – mettendo al centro il sistema del verde attualmente circostante l’area (grandi campi aperti, filari di piante diverse e macchie boscate, la roggia Morlana che collega gli spazi urbani con quelli agricoli, canali per l’irrigazione) e verso i quali ci siamo mossi sia per valorizzarli: non a caso abbiamo titolato l’intervento “Abitare il paesaggio””. Oltre al verde pubblico vi sono poi da aggiungere anche gli spazi di privati che non mancano attorno alle case previste, per la maggior parte alte due piani (tre i piani massimi previsti). Nei 25.850 metri cubi di nuove residenze le proprietà (Gruppo Roncelli costruzioni e immobiliare Orchidea) pensano di ricavare un centinaio di appartamenti di diverse tipologie, per un arrivo ipotizzato di 220 – 260 nuovi abitanti. Il 15% delle volumetrie (3.877 metri cubi) saranno destinate all’edilizia convenzionata in affitto. Appartamenti per i quali, per 15 anni, si pagherà un affitto calmierato. Previsti inoltre 63 posti auto pubblici (circa 1.000 metri quadrati) e una fitta rete di percorsi pedonali, oltre ad una pista ciclopedonale che circonda l’area. L’intervento, hanno sottolineato più volte i tre progettisti durante la presentazione del loro lavoro presso l’Urban Center, ha messo quindi in relazione ed ha fatto interagire i tanti elementi della natura con l’urbano già presente, comprese le infrastrutture (ferrovia e strade). Per contrastare l’inquinamento acustico della linea ferroviaria prevista la realizzazione di una collinetta alta sei metri con un paio di terrazzamenti sui quali troveranno spazio dei filari di piante ed un passaggio per la manutenzione. In merito alla roggia Morlana (che “taglia” a circa 2/3 l’area interessata al progetto), i progettisti dicono di aver lottato contro l’ente che ne ha la gestione per evitare una colata di cemento. “La roggia – osserva Pirola – è una memoria storica, un elemento naturale bellissimo e sarebbe un peccato inglobarlo sotto il cemento. Il nostro intervento la lascia “libera” dopo averla pulita, rifatto il fondo (sabbia e ciottolato), collocato uno steccato in legno per motivi di sicurezza) e un ponticello che passa due metri sopra il livello dell’acqua, per il passaggio pedonale”. Marina Zambianchi, del team dei progettisti del PGT, e Gianmaria Mazzoleni, tecnico referente del Comune di Bergamo, sottolineano che “il progetto è un esempio di alta qualità, perché risolve in modo egregio il rapporto di un margine urbano con il paesaggio della campagna. La stessa commissione urbanistica del Comune ha espresso apprezzamenti soprattutto in merito ai temi paesaggistici affrontati. Dopo l’ok al progetto esecutivo, passati i tempi amministrativi, il permesso di costruire dovrebbe arrivare nel giro di pochi mesi”.

Marco Conti


 
BREMBATE DI SOPRA
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<< Brembate Sopra, aziende fuori dal centro abitato >>
"L’eco di Bergamo del 24/03/2009"

Oggi alla conferenza dei servizi. Per il comune 2 milioni in opere.
Il sindaco: vogliamo dare fiducia a chi investe nonostante la crisi.

Brembate Sopra – Ampliamento della società Nolan, trasferimento degli impianti produttivi di imprese edili lontano dalle abitazioni, spostamento del parcheggio per automezzi pesanti fuori dall’abitato: se ne parla oggi alle 10 nella Conferenza dei Servizi in Comune a Brembate Sopra. “Questa operazione ha il vantaggio di dare fiducia ad aziende locali che vogliono investire nonostante la crisi – commenta il sindaco Diego Locatelli. La comunità, inoltre, riceverà vantaggi non solo in opere pubbliche, ma perché si tolgono dalla vicina zona abitata di via Tresolzio attività produttive e transito dei mezzi pesanti”. Sono interessate la Nolan Group Spa, in via Giulio Terzi di Sant’Agata, la Edil Ciclamino Srl, la Riro Srl e la Roncelli Costruzioni Srl, tutte e tre presenti in via Lesina 1/a. Lo “Sportello unico attività produttive”, così si chiama l’operazione, consiste nell’ampliamento della Nolan Group con la realizzazione di un complesso terziario, direzionale e multifunzionale anche a servizio delle attività produttive di zona per circa 7.100 metri quadri. L’ampliamento interesserà un’area di circa 11.425 metri quadri, che comprende l’attuale area comunale di 1.425 metri quadri di via Bruno Locatelli, adibita a parcheggi per automezzi pesanti, e altri 10.000 metri quadri limitrofi: di questi 1.809 metri quadrati erano destinati a ingrandire il parcheggio per mezzi pesanti di circa 4.000 metri quadri nella zona di via Marconi, vicino alle attività produttive, lontano dall’abitato e più vicino all’asse interurbano, che sbucherà a qualche centinaio di metri. Valore dell’opera: circa 300 mila euro. Le altre imprese interessate sono la Edil Ciclamino Srl, la Riro Srl e la Roncelli Costruzioni Srl che operano nel settore edilizio. La Roncelli Costruzioni che, in via Tresolzio, poco distante dalle abitazioni e dal vicino centro sportivo comunale, hai i suoi impianti produttivi, magazzini e depositi di materiali edili su un’area di circa 8.000 metri quadrati, porterà tutto fuori dall’abitato, sull’area di via Marconi, vicino al nuovo parcheggio per mezzi pesanti e alle aree industriali e produttive di Ponte San Pietro e Mapello. Il nuovo insediamento dell’attività della Roncelli Costruzioni è di circa 26 mila metri quadrati, ora area agricola. Saranno portati là tutti gli impianti di lavorazione e trattamento dei materiali edili inerti della demolizione di fabbricati, che saranno così riutilizzati. Saranno costruiti anche magazzini e depositi di materiali edili, il ricovero di automezzi e attrezzature. L’impianto dell’attività sarà mitigato predisponendo degli spazi verdi. Il Comune riceverà circa 2 milioni e 100 mila euro di standard qualitativi: circa 700 mila per la realizzazione della pista di atletica coperta di 80 metri per 20; l’ampliamento delle scuole medie per un milione e 100 mila euro; la nuova area parcheggio mezzi pesanti di circa 4.000 metri quadri, per un valore di 300 mila euro. Dopo l’analisi dei progetti alla conferenza dei servizi, ci sarà la pubblicazione all’albo comunale per 30 giorni e quindi passerà in Consiglio comunale per l’approvazione. La Provincia ha già dato il suo benestare.

Angelo Monzani


 
<< Brembate Sopra avrà il suo Pirellino >>
"L’eco di Bergamo del 08/07/2010"

Ospiterà attività commerciali e uffici a servizio delle aziende che si insedieranno nelle vicinanze.
L’edificio ricorderà il palazzo della Regione.Sorgerà nel parco produttivo in via Locatelli.

BREMBATE SOPRA - Sorgerà anche un palazzo denominato Pirellino nel parco produttivo di circa di circa 45 mila metri quadrati che l’impresa Roncelli Group di Brembate Sopra sta realizzando in via Bruno Locatelli. Il parco sarà pronto nel giugno 2011. Il Pirellino verrà costruito sull’area dell’ex parcheggio degli automezzi pesanti, alla sinistra della rotatoria che si incontra all’ingresso del paese, da via Bruno Locatelli. I lavori per la sua costruzione inizieranno nel giugno 2011 e , tempo un anno e mezzo, diverrà il simbolo dell’espressione dell’attività produttive insediate a Brembate Sopra. “è stato chiamato Pirellino per ricordare l’opera architettonica del grattacielo Pirelli - spiega Dario Roncelli, consigliere della Roncelli Group – costruito tra il 1951 e il 1961, di imponente azzardo tecnologico per quegli anni. Oggi la Roncelli Group vuol porre all’attenzione la nuova sfida dell’ecobuilding, ovvero l’uso di materiali ecosostenibili nelle nostre costruzioni, come è stato progetto il Pirellino”. I lavori per la riqualificazione e l’ampliamento dell’area industriale sono in corso dal 2008, quando l’impresa Roncelli Group acquisto l’intera superficie di circa 45 mila metri quadrati dalla società Promatec. Qui sorgevano un capannone di circa 6.500 metri quadrati coperti e una palazzina adibita a uffici. La Roncelli si concentrò subito sulla riqualificazione del capannone prima usato dalla società Alpla cedendolo nel 2008 alla ditta Lenti, società partecipata dal gruppo Safilo che lavora e realizza prodotti di occhialeria. Attualmente si stanno completando quattro capannoni industriali di circa 15 mila metri quadrati che verranno ceduti ad aziende che amplieranno le loro capacità produttive, tra cui la Cugini Mazzoleni (coperture e impermeabilizzazioni) di Brembate Sopra e la Nolan (caschi per moto). Le nuove aziende potranno accogliere circa 260 dipendenti. “La riqualificazione sarà in totale di circa 20 milioni di euro – spiega Dario Roncelli -. In questi 2 anni abbiamo dato lavoro a decine di persone e creduto nella bontà dell’operazione. L’impresa Roncelli non è nuova ad operazioni di questo tipo: negli anni Novanta riqualificammo circa 25 mila metri quadrati di ex Philco restituendo all’industria diecimila metri quadrati di capannoni coperti, dove si sono insediate una decina di aziende. Sicuramente di tutto questo comparto industriale il fiore all’occhiello sarà il Pirellino, un edificio in vetro e cemento posto su quattro piani e collocato all’ingresso del paese. Ogni piano avrà una superficie di circa 550 metri quadrati, per un totale di circa 2.000 metri quadrati, e alto 14 metri: una struttura innovativa ed ecosostenibile. Sarà destinato ad attività commerciali e terziarie direzionali, ovvero per quelle attività professionali e di consulenza che saranno di supporto alle industrie. Ci saranno parcheggi per circa 100 posti auto.

Angelo Monzani


 
MADONE
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<< Madone All’area Fornace in arrivo case e un parco verde >>
"L’eco di Bergamo del 12/05/2008"

Il nubifragio che la mattina del 31 agosto 2007 si è abbattuto su alcune zone della Bergamasca e anche su Madone tra i tanti e i gravi danni causati ha provocato il crollo della parte superiore della ciminiera della ex Fornace, simbolo storico di questo paese dell’Isola. Ora il caminone, che era alto più di 30 metri, è spezzato e ridotto a un piccolo camino o a un moccolo che, ormai da decenni peraltro, non fuma più. La natura con la sua forza, spezzando la ciminiera ha inferto una ferita all’ex fabbrica di laterizi e a un pezzo della storia locale. La fornace è stato il primo impianto industriale di Madone, costruita alla metà dell’Ottocento dal nobile Gasparre Zineroni: una moderna fabbrica che portò il toponimo di Madone inciso sui mattoni in tanti paesi della Bergamasca e del Milanese. Sullo stradone, ora in via Papa Giovanni XXIII, venne realizzato un piccolo villaggio operaio con lo stabilimento, una casa padronale con la torretta colombaia e una grande casa operai di tipo condominiale. Numerosi i madonesi che lavorarono alla fornace e vivevano nella cascina. L’esempio più significativo di edificio costruito totalmente in mattoni della fornace è la Chiesa parrocchiale. Un’opera imponente dell’architetto Luigi Angelini, concepita nel 1911 e terminata dopo 15 anni. Dopo la Seconda guerra mondiale, per la difficoltà di reperimento dell’argilla nei campi il nuovo proprietario, la ditta Radaelli e Perego decise di chiudere l’attività. Dopo la chiusura, la fornace venne abbandonata e il corpo della fabbrica di laterizi fu avvolto dai rovi. La fornace aveva molto terreno attorno e interessava imprese di costruzione che potevano recuperare la fabbrica e nello stesso tempo costruire case. Così tutto il comparto venne acquistato dall’impresa Roncelli di Brembate Sopra: da quel momento iniziò un lungo cammino urbanistico sfociato in un piano integrato. Prevista in questo contesto l’acquisizione gratuita da parte del Comune di un’area per circa 26 mila metri quadrati comprendente il comparto dell’ex Fornace, che sarà oggetto di un piano di recupero. In cambio il comune consentirà di realizzare all’impresa edifici residenziali per circa 35 metri cubi che sorgeranno su terreni vicini all’ex Fornace.

Remo Traina


 
<< Asilo e museo nell'ex fornace. In arrivo il parco archeologico>>
"L’eco di Bergamo del 17/06/2009"

Un’area archeologica di 17.100 metri quadrati con all’interno la vecchia fornace, percorsi ciclopedonali per 700 metri, 23 residenze per persone anziane (con annessi 16 orti), un asilo nido per far crescere i bambini nel verde, un laboratorio artigianale per piccoli lavori e un museo con biblioteca e bar: dono queste le future realizzazioni previste nel progetto della “Fornace di Madone”, presentato nei giorni precedenti le elezioni amministrative dal sindaco di Madone, Maurizio Cavagna, poi rieletto l’8 giugno con il 72,07% delle preferenze. “Il progetto è tra le priorità del programma amministrativo del mio gruppo ‘Vivi Madone’ – precisa il sindaco Maurizio Cavagna. In questi giorni sono già in corso i lavori di realizzazione del parco pubblico attrezzato di 10.900 metri quadrati, che sarà pronto entro fine giugno; solo a settembre, però, procederemo alla sistemazione del verde, piantumando gli alberi. Parco pubblico a cui si aggiungeranno i 17.100 metri quadrati dell’area archeologica, che verrà realizzata nei prossimi anni. Portiamo avanti questo progetto perché la fornace è il simbolo e il cuore di Madone. Ricorda il suo passato e ora farà parte del parco diventando anche monumento di archeologia industriale. I 28.000 metri quadrati complessivi su cui sorgeranno parco e area archeologica li abbiamo acquisiti dopo una lunga trattativa con un privato: volevamo salvaguardare la memoria storica, il lavoro e l’ingegno del paese. L’obbiettivo è quello di rendere riutilizzabile e usufruibile a tutta la comunità un’area importante. L’area su cui sorgerà il sito archeologico ha già assunto una valenza sovraccomunale in quanto rientrerà nel ‘Percorso del genio’ curato da Promoisola per il turismo storico e culturale dell’Isola”. L’Assessore all’ambiente e vicesindaco Bruno Ceresoli, invece, ha sottolineato le caratteristiche del progetto sotto l’aspetto ambientale: i 28.000 metri quadrati sono vicini al centro del paese e si raggiungeranno attraverso una pista ciclopedonale. “Non si tratta di un semplice restauro della fornace ma qualcosa di più per l’intera cittadinanza – ha detto il vicesindaco. In quest’area troveranno collocazione strutture pubbliche per tutta la comunità. Se qualcuno vuol proporre delle idee, verranno tenute in considerazione”. Hanno quindi illustratole opere previste i progettisti Alfredo Teocchi di Stezzano e Germano Pagnoncelli di Madone. Nella loro esposizione i progettisti hanno spiegato che a breve si procederà, secondo la convenzione firmata col privato con un Piano integrato di intervento, alla messa in sicurezza della fornace e della casa con colombaia. Sono quindi intervenuti lo storico Vincenzo Malvestiti e Letizia Mazzoleni, quest’ultima laureatasi in ingegneria e architettura con la tesi ‘Una fornace per la cultura’, che hanno illustrato la storia della fornace.

Angelo Monzani


 
<< Madone, Cavagna riparte dal Parco della Fornace>>
"L’eco di Bergamo del 11/08/2009"

MADONE Il sindaco di Madone Maurizio Cavagna riprende il filo del discorso, ed è un filo "verde". Infatti dopo la conferma alla grande tributata al sindaco uscente e alla sua squadra di "Vivi Madone", con ben il 72,07 per cento di preferenze, l'amministrazione di Madone è tornata al lavoro. Gli elettori hanno premiato il programma della maggioranza uscente, che prevede tra l'altro il completamento del "Parco della Fornace" con la messa in sicurezza dell'antica struttura e della casa adiacente, la nuova sede della biblioteca, la pista ciclo pedonale Filago-Madone-Bonate Sotto, la realizzazione del parco pubblico nell'area ex Magnani, il nuovo parcheggio davanti al cimitero, e altri progetti relativi a sicurezza, viabilità e servizi sociali. Per scaramanzia Maurizio Cavagna nel giorno delle elezioni aveva portato via dall'ufficio i suoi effetti personali, che nei giorni scorsi ha riportato in un sacco di plastica. Mentre entrava in Comune con quell'insolito fardello è sopraggiunto il vice sindaco di Filago, Pierangelo Pasquini, che gli ha fatto i complimenti per la rielezione e così l'agente del Consorzio di Polizia dell'Isola in stanza sul territorio di Madone. "E' un successo straordinario che ha premiato l'enorme lavoro svolto in questi cinque anni - afferma Cavagna -. Tutta la squadra di "Vivi Madone" è soddisfatta perché la gente ha visto e premiato il lavoro svolto, ma soprattutto gli elettori hanno constatato la compattezza del gruppo. Abbiamo voluto dare un messaggio positivo ai cittadini e ascoltarli: siamo stati con loro e in mezzo a loro. Abbiamo cercato di superare i problemi che si presentavano e rendere più bello il paese di Madone e nello stesso tempo la vita della gente. Questa attenzione e il rapporto corretto che abbiamo avuto con tutti gli abitanti di Madone ci hanno premiato". "Ora abbiamo davanti altri cinque anni di governo, durante i quali ci sarà la fase attuativa del Pgt appena approvato, ovvero la gestione e il controllo mirato e sostenibile del territorio". Il sindaco si sofferma ad elencare i progetti che caratterizzano la continuità di governo della lista civica "Vivi Madone". Oltre alla sistemazione dell'area della fornace e ad altre opere previste, l'attenzione di Cavagna sarà puntata sulla sicurezza del territorio attraverso un rinnovato rapporto con le istituzioni delegate al compito (forze dell'ordine, consorzio locale di Polizia), sollecitando una maggiore e migliore presenza sul territorio. "La nuova localizzazione sul territorio di Madone delle sedi di polizia locale e vigili del fuoco - aggiunge il sindaco - consentirà più efficacia degli interventi e la creazione di nuovi servizi alla popolazione. inoltre estenderemo la rete di videosorveglianza nelle aree e verso gli edifici pubblici, oltre a migliorare ulteriormente la rete di illuminazione pubblica". Altro aspetto sarà la viabilità, sia a livello sovraccomunale sia locale, "il traffico pesante e quello sovraccomunale - sottolinea Cavagna - sarà risolto con la "Dorsale stradale dell'Isola" da realizzare a partire dal 2010, che eliminerà completamente il traffico del polo logistico San Pellegrino all'interno del paese, attraverso l'accesso dalla provinciale 160, ovvero dalla strada per Chignolo. Sarà inoltre limitato il traffico che attraversa il paese e in particolare sulla provinciale di via Giovanni XXIII, per la quale si chiederà la riduzione a strada comunale in modo da poter intervenire con elementi di miglioramento della sicurezza e dissuasori di velocità". Il sindaco ha confermato la squadra di governo: in Giunta Bruno Ceresoli, vicesindaco e assessore all'Ambiente, Ecologia e Territorio; Martino Lego, assessore allo sport, Tempo libero ed Eventi; Silvia Bonaiti, assessore ai Servizi alla Persona.

Angelo Monzani


 
<< Madone, un polmone verde in centro >>
"L’Eco di Bergamo del 24/06/2010"

Giochi, tavoli,panchine, percorsi illuminati e un’area riservata agli orti. Domenica l’inaugurazione.
Il Parco della Fornace copre un’area di 10 mila metri quadrati presto sarà ampliato.

MADONE Diecimila metri quadrati di parco attrezzato nel centro abitato, uno spazio dove i bambini potranno giocare in un luogo protetto, gli anziani leggere il giornale su tavoli e panchine, i giovani incontrarsi tra loro. E’ quel che potrà offrire il nuovo «Parco della Fornace» di Madone, che domenica verrà inaugurato e consegnato alla popolazione con l’obiettivo che ne possa usufruire al meglio. Il parco si trova a pochi metri dal centro storico di Madone, con un’entrata da via Manzoni e l’altra da via Papa Giovanni XXIII. Attualmente l’area è di circa 10 mila metri quadri ma a breve ne acquisirà altri 16 mila lì sorgerà il Parco archeologico della Fornace, spazio che sarà dominato dalla ciminiera spezzata dalla tromba d’aria di fine agosto 2007. « Parco della Fornace rientra nelle opere di urbanizzazione del piano integrato d’intervento. L’impresa Roncelli, a fronte di nuove abitazioni per 35 mila metri cubi, ha ceduto al Comune l’area di 26 mila metri quadri e realizzato il Parco della Fornace – spiega il sindaco Maurizio Cavagna -. Il Comune è intervenuto aggiungendo al parco ulteriori elementi di verde e opere di completamento, come il percorso pedonale opportunamente illuminato. Questo parco è un segnale forte e positivo voluto dalla nostra amministrazione comunale per migliorare la qualità della vita a Madone, pensiamo in particolar modo alle famiglie e agli anziani. Un’area centrale che potrà essere utilizzata da tutti i cittadini». L’assessore ai Lavori Pubblici, Martino Lego, sottolinea che l’opera riveste grande importanza perché un polmone verde che si colloca proprio nel centro abitato « Questa scelta fa parte del programma dell’amministrazione di voler recuperare aree attrezzate da mettere al servizio del cittadino. Abbiamo – prosegue Martino Lego – recuperato spazi importanti al centro del paese, limitando l’edificazione: siamo riusciti a farne un parco nonostante fosse destinato a residenziale » . Il parco è caratterizzato da percorsi pedonali illuminati, così che la sera le famiglie possono frequentarlo, essendo a due passi da piazza San Giovanni, dalla zona del centro storico e anche dalle nuove zone residenziali. La sua posizione è centrale sia per il vecchio nucleo abitato che per quello nuovo di via Papa Giovanni XXIII e lo sarà anche per il futuro quartiere che sorgerà su via Monte San Michele. Il nuovo giardino è stato attrezzato con giochi, panchine e tavoli e una fontanella di acqua potabile. Al confine tra il parco e via Papa Giovanni XXIII è stata posizionata una staccionata in legno con una siepe per garantire maggior sicurezza vista la presenza della strada. Nel parco è stata inserita anche un’area destinata agli orti, un fazzoletto di circa 400 metri quadri di terreno sul quale verranno ricavati otto orti opportunamente recintati, dotati di pavimentazione e di un piccolo capanno per gli attrezzi che verranno dati in uso dei cittadini secondo un regolamento che deve essere predisposto. Questo il programma dell’inaugurazione che si terrà domenica alle 9,30 con il ritrovo in piazza San Giovanni davanti al municipio. Di lì in corteo ci si recherà in via Manzoni, all’ingresso del Fornace che sarà presentato dalle autorità e, dopo la benedizione del parroco, il taglio del nastro inaugurale.

Angelo Monzani


 
<< I bimbi "promuovono" il nuovo parco. >>
"L’Eco di Bergamo del 29/06/2010 pag 37"

Madone – Con il sindaco hanno inaugurato l’area attorno alla vecchia fornace.
MADONE Hanno atteso con ansia il taglio del nastro inaugurale, stretti attorno al sindaco Maurizio Cavagna, per poi partire di corsa verso la zona dei giochi attrezzati del nuovo Parco della fornace a Madone, i tanti bambini che nella mattinata di domenica erano presenti all’inaugurazione e che per primi hanno avuto voluto provare per la gioia e il piacere di collaudare tutti i nuovi giochi del parco. E i bambini, insieme a tutta la popolazione di Madone, saranno i fruitori di questi 10.000 metri quadrati che il sindaco Maurizio Cavagna ha consegnato alla comunità con un semplice ma partecipata cerimonia, che sarà il biglietto di visita per chi arriva i paese. « E’ un evento importante e straordinario l’inaugurazione di quest’area attrezzata al verde, patrimonio e motivo di arricchimento per tutta la popolazione, perché racchiude valori ambientali e del nostro passato di comunità laboriosa per la presenza della fornace – ha esordito il sindaco –. Il parco della zona industriale archeologica, per altri 16.000 metri quadrati, verrà sistemata non appena troveremo i soldi, per avere così un’area con tutti i servizi per l’intera collettività. Nel nostro programma abbiamo altre aree a verde da consegnare ai cittadini, perché puntiamo sullo sviluppo sostenibile». Il vicesindaco e assessore all’Ambiente Bruno Ceresoli ha illustrato l’importanza che riveste per la comunità di Madone l’area della fornace, simbolo e orgoglio della comunità «E’ il luogo per eccellenza. E’ da sempre l’emblema dell’archeologia industriale, del lavoro, della fatica di molte generazione passate. Questo parco è solo il primo passo nel cammino verso il recupero di tutta l’aera della fornace, nel quale l’amministrazione comunale sta dedicando i suoi sforzi per la piena realizzazione» ha concluso il sindaco. Dopo il taglio inaugurale, i presenti, tra cui il titolare dell’impresa Roncelli, Dario Roncelli, e il tecnico estensore del progetto Orazio Malvestiti, l’intera Giunta di Madone, l’assessore all’Urbanistica di Capriate di San Gervasio, Patrizio Mazzola, e molti cittadini, hanno raggiunto il parco dove il parroco don Emilio Belotti ha benedetto l’area verde , mentre i bambini inauguravano già i nuovi giochi.

Angelo Monzani


 
PONTE SAN PIETRO
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<< Nasce un rione con centro acquatico >>
"L’Eco di Bergamo del 07/06/2000"

Ponte S. Pietro:
Via Libera del Comune al piano di lottizzazione con appartamenti, uffici e negozi.
Nasce un rione con centro acquatico Sorgerà a Briolo con piscine per sub, giochi, nuoto e idromassaggi.

Ponte S. Pietro - Nuove case, negozi, uffici e un complesso sportivo all’avanguardia a Ponte San Pietro, nel quartiere <<Briolo>>, dove andranno ad abitare più di 500 persone. Il comune, nell’ultimo Consiglio comunale, ha approvato a maggioranza un piano di lottizzazione presentato dall’impresa di costruzioni <<Roncelli Rino & C.>> di Brembate di Sopra. Esaurite le procedure di legge, che richiedono circa tre mesi di tempo per la pubblicazione del piano di lottizzazione, le relative osservazioni e la definitiva approvazione da parte dei consiglieri, l’impresa stipulerà la convenzione con il comune e a ottobre potrebbero partire i lavori per realizzare questo grande complesso residenziale, commerciale e sportivo. Al nuovo insediamento sarà interessata un’area di 60.000 metri quadri tra via San Clemente, il centro “La proposta” e via Meucci. Un investimento che si aggira sui 50 miliardi per realizzare a Briolo: strade, marciapiedi, parcheggi, verde attrezzato, una piazza, case, negozi, uffici e un complesso sportivo polifunzionale acquatico. Questo centro, che sorgerà in un’area di 11.000 metri quadri, avrà una serie di piscine: olimpica, per bambini, per sub, per idromassaggio, con acqua calda per essere usufruibile anche nei mesi invernali. E inoltre ci sarà un <<torrente>> ad acqua lenta. Sempre in questa struttura acquatica, troveranno posto palestre, bar, ristorante, self service, acquascivoli, attività ricreative e per il fitness, il tutto in un ambiente tropicale. <<L’impianto che ha un costo di circa 3 miliardi è stato ideato nello spirito dei grandi centri del tempo libero del nord Europa – fa sapere il progettista, Ing Dario Roncelli – dove maggiore è l’attenzione al benessere globale della persona. Il centro si propone non solo come punto d’incontro e di svago ma, anche come oasi di relax e di rigenerazione mentale>>. Un’apposita convenzione tra l’operatore e l’Amministrazione comunale consentirà di usufruire di questo impianto sportivo: i cittadini, la Polisportiva e le scuole con tariffe agevolate. Il piano di lottizzazione prevede che siano costruiti edifici di edilizia residenziale libera, per lo più villette a schiera: 140 appartamenti in totale. Altri edifici saranno riservati a edilizia residenziale convenzionata (30 appartamenti). All’esterno della struttura sportiva ci sarà una piazza che diventerà il centro del quartiere di Briolo. Attorno alla piazza sono previsti edifici commerciali e parcheggi. Il piano di lottizzazione è stato illustrato da Luigi Invernizzi, assessore all’Urbanistica ed edilizia privata: <<Il progetto ha avuto il consenso unanime della commissione urbanistica ed edilizia e arriva in consiglio dopo un lavoro durato un anno>>. Voto positivo anche dal <<Polo di Ponte>>: il consigliere Antonio Sala ha precisato che il progetto rappresenta la continuità di una scelta di programmazione territoriale attuata dalla precedente amministrazione. Astenuto invece Aurelio Bonafini, della Lega Nord, che pure ha condiviso l’impostazione del piano di lottizzazione.

Remo Traina


 
<< Briolo al centro dell'isola>>
"Giornale di Bergamo del 07/06/2000"

Ponte San Pietro / Il Consiglio comunale ha dato il via libera al nuovo Piano di lottizzazione Briolo al centro dell’Isola.
Arrivano piscina, negozi, palestra, villette e appartamenti Arrivano piscina, negozi, palestra, villette e appartamenti.
Ponte San Pietro – Piscina, negozi ed edilizia a Briolo. Piace all’amministrazione di Ponte San Pietro. Piace così tanto che il Consiglio ha dato il via libera al Piano di lottizzazione denominato <<Briolo>>, già approvato in commissione Urbanistica ed Edilizia. Il progetto prevede la realizzazione di un impianto sportivo ricreazionale di uno pubblico entro il 2006. E ci saranno piscina coperta, self service, negozi, servizi, palestra, servizi per il fitness. Lo spazio esterno sarà piantumato con verde e vasca con piscina esterna, tennis, pallavolo, pallacanestro. I cittadini potranno godere della struttura a tariffe agevolate grazie a una convenzione tra i privati e Amministrazione Comunale. A realizzare il tutto ciò è l’impresa <<Roncelli>> di Brembate di Sopra, e specializzata nel realizzare e vendere appartamenti soprattutto nella zona dell’Isola. Questa lottizzazione prevede la razionalizzazione della viabilità di Briolo. Inoltre verrà realizzata una nuova piazza su cui si affacceranno, oltre che strutture polivalenti, anche negozi di vario genere, come il supermercato, che da anima alla piazza esterna al quartiere con una serie di negozi specifici più il supermercato. La struttura polivalente prevede una vasca da 25 per 20, vasca piccola 12 per 8, per rieducazione e fisioterapia. All’interno, una vegetazione tropicale, aeromassaggio, idromassaggio, acquascivolo, acqua corrente, torrente tutto coperto passatempo per famiglie. Inoltre, sono previsti corsi di aerobica in acqua, nuoto attività libera sportiva diversificata e relax. <<L’amministrazione di Ponte San Pietro ci ha creduto>>spiegano i progettisti dell’impresa. Il progetto interesserà circa 10mila cittadini. I tempi di realizzazione sono così strutturati. Le prime opere di urbanizzazione e costruzione degli interventi di edilizia residenziale sono previsti entro il 2001 e la fine dei lavori entro il 2006. Oltre al complesso residenziale ci sarà anche una serie di villette (120) e trenta alloggi residenziali venduti (al massimo) a 2milioni e 50mila lire a metro quadro. E poi, la residenza verrà sistemata in continuità con le abitazioni già esistenti. Il centro sportivo è attiguo al già esistente centro <<La Proposta>> che è già funzionale in qualità di zona ricreativa e relax di Briolo (asilo nido, giardino, campo di calcio) si tratta di un’opportunità molto importante sia per Ponte che per i paesi limitrofi da Mozzo fino alla stessa Bergamo. I costi del centro polifunzionale, come previsto dal progetto di massima sono di 3 miliardi e le opere di urbanizzazione (parcheggio stradale, piazza) un miliardo che verrà ceduto gratuitamente all’amministrazione comunale. Il vecchio piano regolatore si è saturato molti anni fa, e questo è uno dei primi interventi del nuovo Prg recentemente approvato. L’area al centro dell’intervento si inserisce in un contesto già urbanizzato, il quartiere Briolo, che confina con il centro “La Proposta”, area comunale con giardini pubblici, giochi ricreazionali, campo da calcio e polifunzionale all’aperto e sede di scuola materna. Si è stimato che al nuovo centro sportivo nel raggio di 8 minuti ci possono arrivare circa 100.000/120.00 potenziali utenti. Il quartiere Briolo negli anni ’80 ha subito uno sviluppo urbanistico residenziale nonché artigianale industriale, senza un proporzionale adeguamento dello standard urbanistico, risultando carente e inadeguato alle reali esigenze dei cittadini (tranne appunto il Centro “La Proposta”). Ed è proprio all’interno di questa situazione che è stato deciso di realizzare questo nuovo grande progetto. Un progetto studiato prestando grande attenzione al razionale sviluppo urbanistico e quindi planivolumetrico sensibilizzandoci alle richieste sportive e sociali, anche con l’obiettivo di rilanciare Ponte San Pietro come capoluogo dell’isola e tutta l’area ovest di Bergamo.


 
<< Una palestra per vincere >>
"BG 24 cento di settembre 2006 "

Una struttura all’avanguardia; la prima palestra nella provincia di Bergamo con quattro piscine (più una vasca per la riabilitazione) e una sala fitness da 600 mq con attrezzi Technogym di ultima generazione. La prima con una sala sport da combattimento, attrezzata con ring e sacchi professionali, supervisionata da Luca Messi, campione di pugilato comproprietario. E ancora: una sala spinning, una per corpo libero e un innovativo termario. Oltre a creare un ambiente dinamico, confortevole ed elegante, è stata posta molto attenzione nel predisporre varie tipologie di abbonamenti per soddisfare qualsiasi esigenza dei clienti. Tutto questo è racchiuso in “Palestre Victoria” di Ponte San Pietro, inaugurata sabato 2 settembre ’06 nella cornice dello splendido solarium fronte lounge bar, dove i numerosi ospiti hanno potuto deliziarsi con il catering del ristorante La Marianna. Tra i presenti, oltre naturalmente al direttore Omar Gentile, l’Assessore all’ambiente Marco Pagnoncelli, il Presidente della Provincia Valerio Bettoni, il Vicesindaco di Ponte San Pietro Gianfranco Calvi, l’Ing. Dario Roncelli e l’arch. Enza Consonni. Palestre Victoria nasce dal sogno di Omar Gentile e Luca Messi, sogno diventato realtà grazie all’aiuto di Luca Lecchi, Mario Landini e di altri due soci. L’arch. Enza Consonni, grazie alla fiducia di Omar, Luca e di tutti i soci della Element srl, ha avuto l’incarico di dare forma a questo sogno e il privilegio di curare la progettazione d’allestimento di interni. L’immagine che ha voluto dare a Palestre Victoria è elegante, minimalista, accogliente e grintosa. Tutto il progetto si basa su forti contrasti cromatici e formali visibili sin dall’area reception: il bancone in muratura tinteggiato in smalto bianco lucido, dalle forme minute, si contrappone all’imponenza della parete retrostante, quinta scenografica grigio antracite sfondo ideale del logo. Severità di linee e colori sono addolcite dalle forme sinuose delle lampade. Pulizia ed essenzialità formale anche nel progetto dell’area bar. In accordo con l’impresa costruttrice l’architetto è inoltre intervenuto su dettagli distributivi interni e sulla scelta delle finiture. Negli spazi comuni regna il bianco e grigio antracite, mentre flash di colori solari compaiono nelle sale. Lo stile, il brio e l’accoglienza sono dunque le parole d’ordine quando si varca l’ingresso di Palestre Victoria.

Caterina Migani


 
TORRE DE' BUSI - Casarola
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<< Roncelli Presenta il villaggio ecologico >>
"LiberoMercato del 01/12/2007"

Viene presentato oggi a Torre De' Busi (Lc), nel corso del Convegno “La filiera legno, energia e ambiente”, il nuovo villaggio ecologico, soluzione immobiliare a basso impatto ambientale, realizzato dal gruppo Roncelli Costruzioni, che utilizza il immobili alimentato a affitto%20legnosa. All’incontro, che inizia alle 14,30 presso la Palestra Comunale, intervengono  Marco Pagnoncelli, assessore regionale alla qualità e ambiente e Italo Bruseghini, vice presidente della Provinca di Lecco.

Direttore Oscar Giannino


 
<< Torre de’ Busi sceglie le affitti >>
"Il Sole-24 ore Lombardia del 12/12/2007"

Ecoedilizia. In provincia di Lecco sorgerà un villaggio alimentato a fonti agroenergetiche.
Da Lecco a Cremona, da Pavia a Bergamo, si moltiplicano le iniziative finalizzate all’adozione di tecnologie che permettano un uso più responsabile delle risorse disponibili. A Torre De' Busi, in provinca di Lecco, è stata avviata la costruzione di un villaggio (300 appartamenti, per 70mila metri cubi, prime consegne nella primavera 2009) ecosostenibile. <<Il riscaldamento sarà garantito da un impianto da 2 MW termici a affitto%20legnosa, frutto di una coltura a ciclo breve>> spiega Dario Roncelli, consigliere delegato dell’omonima impresa costruttrice. Lungo le rive dell’Adda, a un chilometro dal villaggio, saranno coltivati a questo scopo 13 ettari. La parte restante della affitto necessaria deriverà da altri 50 ettari, limitrofi all’insediamento. <<La raccolta di questo materiale boscoso – aggiunge Roncelli – è stata affidata ad alcuni Consorzi locali, con i quali stiamo definendo gli accordi preliminari>>. I vantaggi? <<Col 95% in meno di CO2 immessa nell’aria – prosegue – il risparmio a livello di emissione è evidente. Concretamente, chi acquisterà casa pagherà bollette meno care: circa il 20% in meno, grazie anche all’applicazione di una percentuale dell’Iva, ma anche al fatto che con le cucine a induzione sarà dimezzato il tempo di cottura del cibo>>. Un altro esempio virtuoso viene da Santa Caterina Valfurva, in provincia di Sondrio, dove è stato inaugurato in questi giorni un impianto di immobili a affitti da 12 MW. A Ostiano, a Cremona, entrerà in funzione a settembre una piccola centrale termica finalizzata al riscaldamento della locale Casa di riposo. <<E’ uno dei primi progetti del genere in Italia>> spiega Angelo Scaravonati, presidente del Consorzio nazionale energie rinnovabili agricole. Da questo punto di vista, un vero precursore è stato Silvano Guidi, di Lagorina, a Pavia che, nel 1999 ha deciso di convertire 150 ettari della sua tenuta (fino ad allora coltivata a mais) a piantagione quinquennale di pioppi, destinati a diventare una riserva per alimentare impianti a affitti. E se il mercato cambia è anche necessario che qualcuno lo monitori. La scorsa primavera, all’Università di Bergamo (Dipartimento di Economia aziendale) è stato costituito il “Centro di ricerca economico-aziendali sulle fonti rinnovabili”, diretto da Stefania Servalli.

Fabrizio Calvo


<< Torre De’ Busi:
Affollato incontro organizzato dall’Amministrazione comunale (...)>>

"Estratto dall'articolo pubblicato su La Provincia di Lecco del 18/12/2007"

Torre de’ Busi: Sono state davvero molte le persone che hanno partecipato al convegno organizzato dal Comune per discutere del progetto di immobili alimentato (...) a affitti (...) al tavolo dei relatori erano seduti in modo particolare il vice presidente della Provincia Italo Bruesghini (...), il presidente della Comunità montana Carlo Malugani (...) e il sindaco Igor Brumana, che ha aperto l’incontro, per <<smentire le voci circolate di recente sulla possibilità che questo (...) possa diventare un inceneritore in cui bruciare ogni genere di scarto. Sarà alimentato esclusivamente da affitti vegetali>>, come ribadito dai tecnici presenti. Al termine degli interventi, con cui i proponenti e l’amministrazione hanno voluto chiarire (...) le perplessità dei cittadini, si è aperta la discussione.

Christian Dozio


<< Torre De’ Busi:
sul immobili resta accesa la fiamma della polemica >>

"Estratto dall'articolo pubblicato su La Provincia di Lecco del 28/12/2007"

Torre de’ Busi: Si continua a parlare del progetto di immobili presentato in occasione del convegno organizzato dal Comune a inizio mese. (...) <<Il immobili alimentato da fonte rinnovabile risulta un chiaro esempio di efficiente, integrata e pulita gestione dell’energia sul territorio – ha sottolineato il dottor Luca Trasi, portavoce del proponente, l’impresa edile Roncelli -. Con l’eliminazione delle caldaie dagli edifici verranno a mancare tutti i relativi oneri di manutenzione; si conseguirà una maggiore sicurezza eliminando tutti i rischi di cattivo funzionamento della caldaia stessa o della canna fumaria; l’utente non dovrà più autoprodursi localmente il calore, ma lo acquisterà direttamente da un’azienda distributrice come avviene per l’energia elettrica; i costi del calore ceduto tramite la rete di immobili urbano saranno equivalenti ai costi necessari per l’esercizio delle attuali caldaie quindi globalmente inferiori>>. (...)

Christian Dozio


<< Palazzago
Pattuglie militari in gara al trofeo internazionale della Difesa >>

"L’Eco di Bergamo del 16/05/2008"

Palazzago Pattuglie militari in gara al trofeo internazionale della Difesa.
Teatro della competizione anche l'antico Borgo CASAROLA.

Palazzago - Dragoni, Lagunari, Folgori. Questa insolita fauna militare popolerà i dintorni di Palazzago nel fine settimana per la 22° edizione del trofeo <<Ministero della difesa>>. Si tratta della competizione internazionale per pattuglie militari organizzata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia (Unuci). Un appuntamento che ha raccolto negli anni una vasta eco registrando presenze da Germania, Gran Bretagna, Olanda, Danimarca, Francia ma anche da nazioni più <<giovani>> del club della Nato Polonia e Slovenia. <<L’Unuci – spiega il delegato regionale, generale Mario Sciuto – è un organo ausiliario dello Stato preposto al mantenimento del livello addestrativo dei quadri degli ufficiali in congedo (settemila iscritti riuniti in 195 sezioni) e organizza numerose competizioni sportive in Italia. Lo scopo della competizione è permettere l’incontro e rafforzare l’amicizia tra i rappresentanti in servizio e in riserva di forze armate europee e non.>> Il programma inizia oggi alle 14 con l’afflusso dei partecipanti nell’area feste di Palazzago e alle 18,30 l’alzabandiera al municipio. in serata il briefing sugli obiettivi delle singole prove. I gruppi saranno impegnati sul campo a partire dalle 24. Tema di questa edizione della competizione è la squadra comando di compagnia nel contrasto dinamico: un’esercitazione operativa con nemico rappresentato per una durata complessiva di 12 ore su una distanza di 20 chilometri. Tra le prove ci sono quelle tranquille come il controllo dell’equipaggiamento, trasmissioni e topografia, altre più fisiche come il primo soccorso e il superamento di ostacoli naturali. E infine quelle propriamente belliche: il tiro dinamico, il tiro notturno e il colpo di mano. Domani mattina la manifestazione verrà presentata alle autorità. Due gli appuntamenti di richiamo prima della cena conviviale <<Serata delle nazioni>>: alle 15 il terzo raduno Unuci Lombardia dedicato ai veicoli storici militari e alle 15,30 la dimostrazione in uniformi storiche del 1800 degli eserciti Piemontesi, Austriaci e Francese. Domenica invece la parte più solenne della manifestazione: alle 8,30 la Messa celebrata da monsignor Daniele Rota, la sfilata dai partecipanti in uniforme alle 9,40 e la deposizione di una corona al monumento dei Caduti. Seguirà la premiazione.

Nicola Andreoletti


<< Torre de’ Busi, rinasce il borgo delle vigne >>
"L’Eco di Bergamo del 05/08/2008"

Abitazioni per 500 residenti nel rispetto dell’ambiente Previsto un centro benessere.
E sulle colline tornano le viti.

TORRE DE’ BUSI - Un antico borgo storico, oggi totalmente disabitato, tornerà a rivivere grazie a un articolato progetto di recupero a basso impatto ambientale. Stiamo parlando del borgo Casarola di Torre de’ Busi, un tempo sede di una florida azienda vitivinicola. Complessivamente l’area della frazione, interessata dal progetto, occupa una superficie di 70 ettari. Il programma, che vede protagonista il Gruppo Roncelli Costruzioni di Brembate Sopra, farà rivivere il borgo ripopolandolo con circa 500 residenti.
VENT’ANNI DI ABBANDONO - La storia più recente di questa frazione inizia circa vent’anni fa, quando gli ultimi abitanti di Casarola lasciano in via definitiva l’antico borgo: da allora per gli immobili inizia, anche per mancanza di manutenzione, un lento e costante degrado. Un susseguirsi di vicende che è stato segnato anche dal passaggio della proprietà in diverse mani. La svolta recente che ha decretato il concreto recupero della frazione è avvenuta con l’acquisizione dell’area, avvenuta nel 2003, da parte del Gruppo Roncelli. «Ci siamo impegnati a garantire innanzitutto un recupero dell’intero patrimonio immobiliare esistente – spiega Dario Roncelli, amministratore delegato del gruppo – con una serie di primi interventi che abbiamo già effettuato per fermare il degrado: il rifacimento dei tetti in primo luogo. Le nuove costruzioni propongono tipologie che, oltre ad evitare una concentrazione dei volumi, in adesione alle indicazioni di un sensibile ed accurato studio di impatto paesistico, consentono un migliore inserimento ambientale distribuendo le architetture in funzione della natura del terreno, della correlazione con i nuclei preesistenti, della massima conservazione delle zone verdi e delle limitazioni dei percorsi automobilistici. L’architettura si ispirerà alla tradizione locale, rispetteremo caratteri costruttivi, materiali e tipologie. Gli edifici riprenderanno i terrazzamenti esistenti e dalla balza sulla quale si affaccia il nuovo villaggio Casarola sarà possibile avere una visione completa di tutta la valle. Lo stesso areale sarà valorizzato con attrezzature comuni e verde pubblico attrezzato a coronamento dello spontaneo connubio tra storia e natura». Il progetto di recupero prevede innovazioni tecnologiche anche sul fronte energetico, a cominciare dalla realizzazione di un impianto di immobili che sarà alimentato a legna fornita dai boschi circostanti che verranno periodicamente sottoposti a interventi di piantumazione.
CASE TRA BOSCHI E VIGNE - Ed è proprio la tipicità degli edifici storici esistenti, di tipo agricolo collinare, costituiti da cascine di piccole e medie dimensioni, che consentirà una più facile collocazione sul mercato, particolare questo sottolineato anche dalla proprietà attuale: «Ci siamo impegnati e assicuriamo – aggiunge Roncelli – un restauro conservativo, mantenendo gli aspetti non solo estetici, come i loggiati, ma anche dei materiali, nel rispetto delle linee preesistenti ». Sempre prendendo in considerazione la parte antica, vi sono una serie di ipotesi per il corpo nobile, cioè il castello. Avviati contatti con un gruppo che sarebbe interessato, proprio per il contesto paesaggistico, a realizzare un centro della salute e del benessere, con la creazione anche di alloggi ad uso temporaneo. Ma non è tutto: fra le ipotesi concrete vi è anche quella, per le terrazze collinari, di riprendere per il futuro l’antica produzione vitivinicola e vista l’area su cui potrebbero essere ripiantati i filari di vite – circa 40 ettari –, il risvolto dal punto di vista della produzione di vino per questa zona costituirebbe un non indifferente apporto. Il primo cittadino di Torre de’ Busi, Igor Brumana, giudica «positivo ed importante il progetto, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti del recupero degli edifici di interesse storico presenti nell’area. La lottizzazione prosegue secondo quanto previsto dalla convenzione con il Comune che ha anche sostenuto presso gli enti competenti, quali Regione e Provincia, gli aspetti che riguardano il progetto ambientale ed energetico».

UNA CENTRALE A LEGNA RISCALDERÀ LE CASE
La novità L’impianto a energia rinnovabile alimentato con piante locali

TORRE DE’ BUSI - A riscaldare il borgo di Casarola sarà un impianto di immobili alimentato da una centrale a affitto%20legnosa di origine agro-forestale. Il progetto, che prevede che l’approvvigionamento di affitti avvenga nel territorio circostante, prevede la stesura di una rete di immobili a servizio del villaggio di attuale realizzazione, con la possibilità di estenderlo ai borghi esistenti. Per raggiungere lo scopo, è prevista la realizzazione di un edificio in cui saranno collocati gli impianti tecnologici. All’interno dei tubi della rete di immobili, alimentata da fonte rinnovabile, l’acqua scorrerà a una temperatura fra i 95 e i 70 gradi centigradi. I vantaggi sono numerosi, a partire da una combustione centralizzata e severamente controllata, sia dal punto di vista dei rendimenti sia delle emissioni. Inoltre l’impianto garantirà un alto livello di sicurezza grazie all’eliminazione di tutti i rischi legati al cattivo funzionamento della caldaia, della linea gas, della canna fumaria e della fiamma libera. Particolarmente innovativa anche la tecnologia a induzione per la cottura dei cibi adottata nelle abitazioni del villaggio Casarola. Un sistema che consentirà la produzione di calore, tramite bobine elettriche, che si propagherà dalla base della pentola semplicemente poggiandola sulla zona di cottura. Il consumo di energia avviene solo quando la pentola viene posta sopra la zona di cottura e si interrompe non appena la pentola viene sollevata. Una tecnologia che assicura sicurezza, efficienza e salubrità dell’aria grazie all’assenza dei prodotti della combustione del gas. «Il immobili alimentato da fonte rinnovabile – spiega Dario Roncelli – risulta un chiaro esempio di gestione dell’energia sul territorio integrata e pulita. Infatti con questo progetto saranno eliminate le caldaie nei singoli edifici e anche i costi di gestione saranno abbattuti». Ma la vera novità è rappresentata dal reperimento delle affitti necessarie ad alimentare l’impianto. Con l’utilizzo della affitto come combustibile si ridurranno drasticamente le emissioni di anidride carbonica (fino al 95%) grazie alla compensazione della CO2, proveniente dalla combustione, con quella assorbita dalle essenze vegetali durante il processo di fotosintesi clorofilliana. Limitando l’approvvigionamento a un ambito circoscritto la stessa vegetazione verrà utilizzata per la produzione di energia rinnovabile chiudendo il ciclo e azzerando le emissioni. «A Torre de’ Busi – spiega Roncelli – il territorio boschivo occupa oltre il 60% dell’intera estensione comunale, che significa 500 ettari di bosco. Intendiamo, proprio per coinvolgere il territorio, promuovere accordi con gli operatori locali, anche coinvolgendo il neo Consorzio forestale lecchese, affinché possano conferire alla centrale termica il materiale ligneo per il suo funzionamento». La naturale produzione di affitti sarà integrata dalle cosidette «short rotation foresty», piantagioni di specie a rapida crescita, caratterizzate da una densità elevatissima e da una rotazione molto breve, compresa fra i 2 ed i 5 anni.

Un grande castello domina l’abitato
Una storia antichissima quella di Casarola. Le ricerche e gli studi svolti da Gabriele Medolago fanno risalire la presenza dell’uomo addirittura a diecimila anni fa. Uno degli aspetti della storia più recente, in qualche modo più strettamente collegata al presente, risale alla seconda metà del XVI secolo, per la precisione al 1567, quando Casarola contava sette famiglie, per un totale di 33 persone. In quel periodo il borgo riuscì addirittura ad ottenere l’autonomia comunale. A testimoniarlo anche alcune menzioni che nel 1592 lo citano come Comune di Casarola, mentre nel 1596 appare invece con il duplice nome di Cà Martinone e Casarola. A segnare una parte importante della storia è la famiglia Fracassetti, che qui si trasferì nel XVI secolo, ramo di un altro antico ceppo, quello dei Busi, che ha dato il nome a Torre de’ Busi. I Fracassetti, pur trasferendosi successivamente a Murano per svolgere attività commerciali, mantennero il domicilio a Casarola, tant’è che nel 1644 fecero edificare anche la chiesa in onore di San Simone, che ancor oggi si trova nella contrada. Nel 1675 Papa Clemente X affidò durante l’anno giubilare a Bernardino Fracassetti le reliquie di San Giulio, in onore del quale la famiglia fece costruire un altare nella parrocchiale di San Michele in Torre de’ Busi. L’antico borgo Casarola comprende il castello, voluto nel 1706 da Angelo Fracassetti, che fu destinato all’abitazione della famiglia. Edificio questo che spicca per la sua imponenza: fra le particolarità la tinaia di singolare ampiezza (7,5x15 metri), a testimonianza dell’immensa produzione di vino che proveniva dai vicini declivi

Giuseppe Lupi


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