"PARCO DELLA FORNACE"
Appartamenti in villa, bilocali trilocali con ingressi indipendenti e giardini privati, immersi in parco attrezzato, edifici in classe energetica A+, disponibili tutti i tagli abitativi
Localizzazione
Madone è un comune di circa 3.400 abitanti della provincia di Bergamo. Situato nell'Isola bergamasca ed attraversato dal torrente Dordo, dista circa 14 chilometri a ovest dal capoluogo orobico.
Il progetto, denominato “Parco della Fornace”, prevede la realizzazione di interventi edilizi di nuova edificazione, opere di urbanizzazione e impianti, interventi di recupero, restauro e di messa in sicurezza al fine di valorizzare le preesistenze storiche. Nel sottosuolo saranno realizzate autorimesse
singole e/o collettive.
In particolare, l'edificazione adotterà il concetto di "costruzione sostenibile" con elementi di "bioedilizia", contemplando un opportuno isolamento termico, prevedendo sistemi ecologici integrativi, tipo collettori solari, per la produzione di acqua calda ad uso domestico, riscaldamento a bassa temperatura con sistemi radianti alimentati da pompe di calore geotermiche a consumo zero grazie all'integrazione di pannelli fotovoltaici, verificando il giusto orientamento degli edifici secondo l'asse eliotermico e prevedendo le schermature per i periodi estivi.
L'edificazione considererà principi di qualità architettonica e distributiva interagendo in particolare modo con il parco adiacente. La progettazione si rivolgerà anche agli spazi a verde e ai percorsi pedonali secondari con possibilità di collegamenti tra i diversi lotti.
Un’area archeologica di 17.100 metri quadrati con all’interno la vecchia fornace, percorsi ciclopedonali per 700 metri, 23 residenze per persone anziane (con annessi 16 orti), un asilo nido per far crescere i bambini nel verde, un laboratorio artigianale per piccoli lavori e un museo con biblioteca e bar.
CONCETTI ED ELEMENTI D’ARCHITETTURA BIOCLIMATICA
Il progetto delle le case si fonda anche dal concetto che il clima condiziona fortemente il modo di vivere l’abitazione e di conseguenza di fare architettura.
Madone è caratterizzato da un clima temperato subalpino con inverni freddi ed asciutti ed estati calde e tendenzialmente umide con scarsi fenomeni e con stagioni intermedie più piovose. Dallo storico si desumono le temperature medie mensili che oscillano fra i 3,1° di gennaio ed i 23,9° di luglio con punte nell’ordine dei -10 ed i +35°. Nelle aree temperate l’importanza del microclima e la modifica dell’intorno divengono strategiche, il microclima infatti diviene tanto più importante, ed il suo effetto maggiormente significativo, quando le condizioni ambientali risultano meno estreme. Il clima della prima pianura padana presenta una variabilità significativa che richiede attenzione e quindi la necessità di una architettura con comportamento variabile nel tempo e capace di contrastare efficacemente le variazioni stagionali. A differenza di climi rigidi, ad esempio, nei climi temperati si dovranno prediligere soluzioni costruttive più “pesanti” dove l’abbinamento di murature tradizionali e materiali isolanti garantiscono buona inerzia termica e capacità isolante. Disposizione sul terreno:
Diretta conseguenza la creazione di case con un rapporto di forma S/V molto elevato, sostanzialmente dei parallelepipedi proposti paralleli e con le facciate maggiori rivolte l’una a nord e l’altra a sud. La direzione dei venti prevalenti è nord-sud con frequenti rinforzi da nord’ovest nelle ore serali, cosicchè si è cercato di adattare ai flussi la distanza e l’altezza delle case e prevedendo l’inserimento di vegetazione per controllare l’influenza dei venti sul microclima. Orientamenti:
La facciata principale delle case è stata orientata a sud per un maggior sfruttamento della radiazione solare prevedendo per gli spazi giorno delle unità immobiliari ampie superfici vetrate protette da aggetti che nella stagione di massimo soleggiamento, quindi a cavallo del solstizio estivo, con il sole alto nella volta celeste permettono una protezione dall’irraggiamento e quindi evitano il surriscaldamento estivo, mentre in inverno gli aggetti non limitano eccessivamente l’irraggiamento e garantiscono un ottimo livello di luminosità interna. I tetti con copertura a due falde saranno aggettanti a chiudere idealmente il porticato. La facciata a nord sarà caratterizzata da finestrature ridotte e dall’assenza di balconi ed aggetti che possan creare ponte termico. Materiali ed isolamenti:
Murature spesse (48-49cm) grandi spessori di materiale isolante leggero e materiali costruttivi ad alta inerzia termica quali laterizi ed intonaci di calce per le pareti laterali abbinate a coperture leggere fortemente isolate e ventilate per i tetti, garantiscono forti sfasamenti ed attenuazioni e quindi poca variabilità delle temperature nell’arco della giornata all’interno delle case pur con temperature esterne di picco. La trasmittanza delle pareti opache è inferiore a 0,16 w/mqK, mentre per i serramenti oscilla a seconda della dimensione attorno ad 1,4 w/mqK. La copertura è stata progettata con travi ed arcarecci in legno accuratamente ventilata e coibentata all’estradosso dell’ultimo piano abitabile con 20cm di isolante che porta ad ottenere un valore di trasmittanza media compresi ponti termici sempre decisamente inferiore a 0,20. Particolare attenzione è posta alla congiunzione fra aggetti e facciate tali da garantire l’efficiente correzione di tutti i ponti termici. Vegetazione:
Le sei case oggetto della presente, come già premesso, fanno parte di un più ampio progetto che portano idealmente a considerare il lotto facente parte di un ampio parco urbano dove viali alberati, ampie superfici a giardino tendono a creare un microclima favorevole all’insediamento di attività residenziali. La piantumazione esterna, a foglia caduca, d’estate riduce l’irradiazione del sole sulle superfici del comparto e migliora il microclima svolgendo una funzione riequilibriatrice dell’umidità e di purificazione dell’aria, mentre d’inverno invece non ostacola i raggi solari che possono quindi investire tutte le superfici senza intralcio della vegetazione. Protezione dal rumore:
Anche i rumori molesti sono elementi ambientali dai quali una buona progettazione architettonica dovrebbe difendere efficacemente, quindi in termini di difesa del confort, il rumore deve esser oggetto di particolare attenzione da parte dell’architettura bioclimatica.
Molti degli accorgimenti messi in campo per il controllo del clima hanno un effetto positivo anche sul controllo del rumore, ma per cogliere le eventuali criticità bisogna valutare l’impatto dell’esistente strada posta ad ovest del lotto considerando che si tratta sostanzialmente dell’unica fonte certa di disturbo nei pressi delle case. Ecco che anche con tale finalità sono stati disposti gli edifici con affacci nord-sud e privi di finestrature verso est ed ovest. Le facciate a est ed ovest sono caratterizzate dall’utilizzo del mattone praticamente prive di finestre in quanto, come noto, le pareti lisce e dure hanno la capacità di riflettere il suono, mentre il comportamento acustico è efficacemente attutito delle siepi e dei filari di alberi posti fra il lotto e la strada.
Sui fronti est ed ovest inoltre vi è una sorta di falsa facciata, che funge anche da “quinta” alle scale esterne, che contribuisce ulteriormente a ridurre l’impatto acustico.
Principi tutti che riportano ad un costruire sostenibile, con la predilezione per i materiali prodotti nelle area economica in cui si inserisce il lotto ed a basso contenuto energetico come ci insegna la tradizione.
TERRA SOLE ARIA ACQUA e TECNOLOGIA
Nell’introdurre elementi e spunti di bioarchitettura nell’affrontare i temi energetici e tecnologici non si può non porsi in confronto ed equilibrio con gli elementi della natura. Per questo che nella ricerca della maggior efficienza energetica volta all’ottenimento del massimo confort all’interno delle case, nel pensare al “motore” degli edifici, si è cercato di mettere in correlazione gli elementi e si è optato per soluzioni impiantistiche che sfruttino le fonti energetiche rinnovabili e rispettino le risorse naturali: Terra:
Le sei case son climatizzate da impianto termico centralizzato alimentato da un unico gruppo di pompe di calore geotermiche. La geotermia consente di sfruttare l’energia del terreno presente sotto forma di calore che si mantiene costante nel sottosuolo in tutte le stagioni. Il concetto vien semplificato dallo schema seguente: In inverno si preleva il calore dal sottosuolo, attraverso una pompa di calore geotermica lo si porta alla temperatura necessaria al funzionamento degli impianti di riscaldamento ed acqua calda sanitaria, d’estate si preleva il calore dalle case raffrescandole ed attraverso l’impianto geotermico lo si restituisce al terreno. Sole:
Il sole inteso come fonte energetica entra in gioco nel fornire energia elettrica, attraverso una centrale fotovoltaica composta da pannelli solari posti in copertura agli edifici, in grado di soddisfare completamente il fabbisogno di corrente della centrale termica e delle apparecchiature annesse. Aria:
Il microclima interno delle case è determinato da diversi fattori, i principali sono la purezza dell’aria, la sua velocità,temperatura e umidità. L’aria è innanzitutto la nostra prima fonte di sostentamento, ma soggetta purtroppo a numerose variabili nella sua composizione dovute sostanzialmente all’attività umana, cosicchè il cucinare, il dormire, il lavarsi ed il pulir la casa peggiorano la qualità dell’aria. Ecco perchè abbinato all’impianto di climatizzazione è stato pensato un sistema di ventilazione meccanica controllata dove l’aria viziata viene estratta dalle case ed attraverso un sistema di filtrazione e recupero energetico immessa aria pulita. Il sistema prevede per l'appunto il recupero energetico e la filtrazione dell’aria ed una circolazione a bassissima velocità per ottenere il massimo confort. Acqua:
Il tema dell’acqua intesa come fonte di sostentamento per la vita da rispettare e preservare è stato trattato con lo scopo della riduzione dei consumi idrici ed il recupero e la separazione delle acque rispetto alla loro qualità. Gli impianti interni alle case saranno realizzati con erogatori, rubinetti e scarichi dei Wc dotati di accorgimenti finalizzati alla riduzione dei consumi idrici. Le acque reflue saranno convogliate in distinte reti che permetteranno di recuperare ed accumulare l’acqua meteorica proveniente dalle coperture per scopi irrigui; il lotto sarà dotato di una cisterna d’acqua piovana che attraverso una rete fornirà l’acqua a tutte le case per annaffiare i giardini o lavare marciapiedi e vialetti.
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