L'insediamento della fornace contribuì ad elevare la concezione tecnologica nel settore della produzione di laterizi, già per altro da secoli presente nel comune di Madone.
Era un "moderno" stabilimento per la fabbrica di laterizi vari; una graziosa casa padronale e dirigenziale con tanto di torretta colombaia, una grande casa operaia di tipo condominiale che nulla aveva a che vedere con i caseggiati rurali tipici ella zona.

Il tutto costruito con i prodotti derivanti dall’argilla scavata nei terreni circostanti di questo luogo, con i mattoni di varie tipologie, orgoglio della comunità locale.
Questo era il biglietto da visita che dagli ultimi decenni dell’Ottocento ad oltre la metà del Novecento, si presentava a chi transitava da Milano verso Bergamo e viceversa passando per Ponte San Pietro capoluogo dell’isola bergamasca.
Una concezione moderna e dinamica (per questi tempi) della gestione aziendale, che non trascurava l’aspetto estetico ed armonioso nella dislocazione di corpi principali dell’impianto industriale.
E’ probabile che ci furono delle influenze, con le dovute proporzioni, dalla costruzione del “Villaggio operaio di Crespi D’Adda”.

L’attuale livello inferiore di detta piana evidenzia appunto l’attività di cava per l’estrazione dell’argilla avvenuta negli anni, durante le recenti operazioni di pulizia dell’areale si sono anche rinvenute tracce di binari utili per i carrelli di movimentazione del materiale.
A seguito della dismissione dell’impianto per chiare ragioni di convenienza economica, l’ambito è stato interessato da inerbimento spontaneo senza che ciò sia stato determinato da una chiara azione dell’uomo finalizzata all’utilizzazione agricola.

"L’eco di Bergamo del 11/08/2009"
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